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Come descrivere se stessi e fare bella figura ad un colloquio

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Considerando il particolare momento economico e lavorativo, e considerando la forte competitività del mercato professionale, sapere come descrivere se stessi e fare colpo sul selezionatore durante un colloquio di lavoro è un dettaglio tutt’altro che trascurabile.

La maggior parte dei colloqui di lavoro iniziano con la fatidica frase ‘mi parli di lei’.

Per quanto possa sembrare banale, la risposta ha l’arduo compito di rompere il ghiaccio e allo stesso tempo serve al selezionatore per farsi una prima impressione del candidato; e lo sappiamo tutti, spesso la prima impressione è quella che conta.

Sappiamo anche che la maggior parte dei candidati, nell’allenarsi a superare brillantemente un colloquio, si focalizza principalmente sulla descrizione del percorso di studi e sulle relative competenze professionali acquisite.
Si tende quindi a trascurare la fase in cui bisogna parlare di sé stessi, considerandola semplicemente una formalità.

E’ tutto perfettamente comprensibile, ma non c’è niente di più sbagliato; ecco perché in questo post ti forniremo una serie di suggerimenti e dritte che ti consentiranno di preparare al meglio la risposta alla classica domanda ‘mi parli di lei’.

Presentazione di se stessi ad un colloquio: consigli

Emergere dalla massa di candidati, colpire positivamente l’intervistatore e ottenere il lavoro: questi i principali obiettivi di una presentazione efficace.

Per quanto ogni ruolo richieda competenze precise e specifiche, e per quanto ogni azienda abbia le proprie esigenze, esistono alcune caratteristiche comuni che risultano particolarmente appetibili dal punto di vista professionale; allo stesso modo esistono alcuni atteggiamenti che possono concretamente influenzare l’esito di una selezione.

Parlare di se stessi durante un colloquio non significa raccontare la storia della propria vita senza scremare le informazioni; bisogna avere la capacità di capire quali sono le cose da dire ed evidenziare con decisione e quali  sono invece quelle da evitare, perché poco pertinenti al contesto.

Entriamo maggiormente nel dettaglio dell’argomento.

colloquio di lavoro

Cosa dire

Passata l’euforia per aver finalmente ricevuto il tanto atteso contatto per un colloquio di lavoro, è tempo di pensare concretamente a cosa dire per suscitare l’interesse del selezionatore.

Il segreto per aumentare le possibilità di successo è prepararsi la risposta in anticipo, seguendo le dritte che stiamo per darti in questo paragrafo.

In linea generale la risposta a ‘mi parli di lei’ dovrebbe portare verso una direzione ben precisa ovvero: i benefici, organizzativi e produttivi che la tua assunzione e la tua professionalità potrebbero portare all’azienda.

Questo però non significa che devi limitarti a frasi autocelebranti troppo dirette, del tipo ‘sono la persona giusta per voi!’, ma devi piuttosto focalizzarti sui fattori che palesemente potrebbero risultare appetibili al ruolo per il quale ti candidi. Ad esempio: la disponibilità a spostarti, la flessibilità per quanto riguarda gli orari, la predisposizione a lavorare in gruppo, la determinazione e le capacità di problem solving.

E’ evidente che ogni lavoro ha le sue peculiarità per cui dovrai essere bravo a trovare i punti più interessanti per il settore di riferimento.

Il primo consiglio per fare colpo sul selezionatore e rispondere in maniera efficace alla domanda ‘mi parli di lei’ è tenere sempre ben presente il ruolo per il quale ti stai candidando.

E’ chiaro che per preparare delle risposte adeguate bisogna conoscere piuttosto bene l’azienda, l’attività che svolge e la mission che persegue.
Il primo step quando ci si prepara per un colloquio conoscitivo di lavoro è quindi quello reperire più informazioni possibili su chi offre il lavoro.

Inutile dirti che il web in questo può darti una grossa mano; puoi iniziare dall’analizzare il sito dell’azienda fino ad arrivare a spulciare social network e blog.

Di seguito una piccola guida nella quale abbiamo inserito i punti da trattare:

  • Individua e metti in evidenza le competenze e le capacità personali in linea con la posizione che ambisci a ricoprire.
  • Se proprio vuoi parlare di formazione, corsi di laurea, master e quant’altro, cerca di farlo mettendo in relazione le competenze acquisite con il ruolo da ricoprire.
  • Dimostra di avere le idee chiare includendo tra i tuoi obiettivi professionali quello di una carriera stabile e duratura.
  • Concentrati su eventuali progetti che hai portato a termine nel corso delle tue precedenti esperienze lavorative, se ne hai avute, focalizzandoti sugli aspetti che indirettamente o direttamente risultano pertinenti al ruolo per il quale ti candidi.
  • Se vuoi essere particolarmente onesto e svelare i tuoi punti deboli cerca quantomeno di trasformarli, nei limiti del possibile, in punti forti. E qui ci vuole un piccolo esempio per chiarire il concetto: se sei una persona particolarmente testarda potresti evidenziare il fatto che quando inizi a fare una ‘cosa’, cascasse il mondo, non ti arrendi finché non la porti a termine.

Cosa non dire

Per quanto riguarda le cose da non dire bisogna sostanzialmente tenere in considerazione due regole fondamentali, ovvero: non raccontare la storia della tua vita e non recitare a memoria il curriculum; in entrambi i casi sei fuori strada.

Il responsabile delle risorse umane è costretto ad ascoltare quotidianamente decine di candidati, per cui non meravigliarti se non mostrerà particolare interesse nell’ascoltare i dettagli sulla tua infanzia o sui voti che hai preso al liceo. Le informazioni non pertinenti al ruolo sono totalmente inutili per il selezionatore; in più rischi di annoiarlo e di compromettere il risultato della selezione.

La prima cosa che devi evitare è mostrarti titubante: esordire con un deludente e deprimente ‘niente’, o peggio ancora con un silenzio imbarazzante, significa trasmettere insicurezza.

Allo stesso modo però devi cercare di non eccedere in senso opposto, mostrandoti fastidiosamente spavaldo. Se pensi di trasformare la descrizione di te stesso nel momento giusto in cui decantare le tue lodi e magnificare le tue capacità, ti consigliamo di invertire immediatamente la rotta dei tuoi pensieri.

Evita nei limiti del possibile anche di inserire nella presentazione dettagli che fanno riferimento a problematiche economiche, mutui da pagare e cose di questo genere; la carta ‘lo intenersico’ quasi mai funziona. Daresti semplicemente l’impressione di volere quel lavoro perché ne hai bisogno, e non perché pensi di essere la persona giusta per far crescere l’azienda e per raggiungere determinati obiettivi.

Consigli pratici

Durante la presentazione di sé stessi non è solo importante ciò che si dice, ma anche il modo in cui lo si dice e come ci si pone di fronte all’intervistatore.

Per assicurarti che la tua performance risulti brillante agli occhi del selezionatore ti consigliamo di provare e riprovare a casa, esercitandoti magari davanti a uno specchio. In questo modo avrai la possibilità di controllare eventuali sbavature.

Ricordati sempre di guardare l’interlocutore negli occhi cercando di mantenere una postura composta e rilassata.

Anche il tono di voce ha la sua importanza per cui il consiglio, in questo caso, è di registrare le tue prove.
Controlla che il tono non risulti né troppo alto né troppo basso e soprattutto scandisci bene le parole.

Un ultimo suggerimento: per rendere perfetta la presentazione devi prestare attenzione anche alla sua durata. Evita di dilungarti troppo e di annoiare chi ti sta di fronte; cerca di mantenerti entro i 2 minuti, 2 minuti e 30 al massimo.

I consigli e i suggerimenti che ti abbiamo fornito in questo post possono essere messi in pratica anche per preparare una presentazione personale in inglese.

Non ti resta che iniziare le prove …

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