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Istruttoria del processo amministrativo: di cosa stiamo parlando

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Se ne sente spesso parlare ma non tutti sanno cos’è e come funziona la fase di istruttoria del processo amministrativo.

Che tu sia uno studente universitario alle prese con il tuo esame di diritto amministrativo o un professionista in cerca di una specializzazione aggiornata in merito alla tematica, se desideri approfondire l’argomento questa pagina fa proprio al caso tuo.

In questo post analizzeremo gli elementi che caratterizzano il codice di procedura amministrativa, i termini, i gradi di giudizio e  in particolare tutte le fasi che riguardano l’istruttoria.

Codice Diritto Amministrativo

Prima di addentrarci nell’ambito del codice della procedura amministrativa è d’obbligo qualche nozione di Diritto Amministrativo.

Iniziamo col precisare che si tratta di un ramo del diritto pubblico che disciplina l’organizzazione e l’attività della P.A. relativamente al perseguimento degli interessi pubblici e allo stesso tempo i rapporti con i cittadini.

Il diritto in oggetto viene applicato sia nei casi in cui la Pubblica Amministrazione esercita potere autoritativo e sia nei casi in cui agisce come un soggetto privato ; in quest’ultimo caso vengono utilizzati gli strumenti del diritto privato (art. 1-bis della Legge 241/1990, introdotto dalla Legge 15 del 2005).

In sintesi la normativa regola la struttura della P.A., gli interessi pubblici perseguiti, le modalità utilizzate per svolgere le proprie funzioni e i rapporti con i privati.

Il diritto amministrativo è caratterizzato: dalla presenza di un’autorità amministrativa che esercita i poteri pubblici ponendosi in una posizione di sovra ordinazione; da un atto amministrativo; da un privato, titolare di un interesse legittimo, posto in una posizione sott’ordinata.

Ne consegue che: mentre nel diritto civile il rapporto giuridico si svolge su un piano di parità, nel diritto amministrativo vige il principio di autorità della P.A., la quale esercita il potere di sacrificare, in maniera unilaterale, i diritti del soggetto ‘estraneo’ ad essa.

A tal proposito è importante una precisazione.
Negli ultimi anni è stato in parte abbandonato e in parte smussato il concetto di sovraordinazione della Pubblica Amministrazione rispetto agli altri soggetti con i quali entra in rapporto.
Nella moderna visione dell’azione amministrativa rientrano alcune importanti novità come ad esempio la caduta del segreto d’ufficio.

Cosa si intende per processo amministrativo

La procedura relativa alla giustizia amministrativa, che garantisce al cittadino la possibilità di difendere le proprie posizioni, è indicata negli articoli 24, 103 e 113 della Costituzione Italiana.

Nel dettaglio gli articoli:

Articolo 24

“Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado di procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la ripartizione degli errori giudiziari.”

Articolo 103

“Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.”

Articolo 113

“Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.
La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.”

Per comprendere il concetto partiamo dalla definizione di processo amministrativo riportata sul sito dell’enciclopedia Treccani:

“Processo che si svolge innanzi agli organi di giurisdizione amministrativa «per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.”

Si tratta, in altre parole, di un procedimento giurisdizionale di tipo ‘impugnatorio’ attraverso il quale una persona fisica o giuridica può ottenere la tutela di un interesse legittimo o pretendere risarcimento per la lesione di un suo diritto soggettivo.

In Italia la giustizia amministrativa è disciplinata dal Codice del processo amministrativo, emanato con il Decreto Legislativo n. 104 del 2 Luglio 2010.

L’azione rivolta a tutelare un proprio interesse legittimo in sede giudiziale è piuttosto onerosa; ecco perché oggi si sente spesso parlare di ricorso al TAR, ovvero ai Tribunali Amministrativi Regionali istituiti con l’obiettivo di ovviare alla problematica economica.

I gradi di giudizio prevedono lo svolgimento del processo amministrativo dinanzi al TAR, in primo grado, e dinanzi alle Sezioni giurisdizionale del Consiglio di Stato, in grado di appello.

L’istruttoria

Le fasi del processo amministrativo sono essenzialmente quattro:

  1. Iniziativa
    Fase di avvio del procedimento (di parte, d’ufficio)
  2. Istruttoria
  3. Decisoria
    Fase deliberativa in cui viene determinato ed emanato il contenuto dell’atto
  4. Integrativa dell’efficacia
    Fase che si concretizza in quei casi in cui la legge richiede il compimento di ulteriori atti affinché il provvedimento emanato produca i suoi effetti.

In questa sede ci soffermeremo sull’istruttoria, ovvero sull’insieme di attività svolte dal giudice e dalle parti al fine di acquisire gli elementi necessari per giungere a una decisione.

La fase in analisi è rivolta da un lato ad acquisire i fatti e dall’altro a rilevare gli interessi dei soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel procedimento.

L’istruttoria del processo amministrativo compete generalmente all’Autorità, la stessa che è tenuta ad adottare il provvedimento finale.
All’inizio della fase è prevista la nomina di un responsabile, ovvero di un’unità organizzativa; quest’ultima oltre a fungere da interlocutore per il cittadino è tenuta a stilare una relazione finale in merito al procedimento.

ricorso al TAR

Come specializzarsi in Diritto Processuale Amministrativo

Per lavorare in uno studio legale specializzato in Diritto Prcessuale Amministrativo è fondamentale possedere un know how specifico, e soprattutto aggiornato, sulla materia.

L’iter formativo parte pertanto da una Laurea in Giurisprudenza ma non si esaurisce con esso.
Per acquisire le competenze necessarie per diventare un professionista bisogna approfondire le la formazione di un corso di laurea con quelle, più specifiche, di un master.

Segnaliamo, a tal proposito, il master in ‘Diritto Processuale Amministrativo’ erogato dall’Università Telematica Niccolò Cusano.
Si tratta di un corso post-laurea di primo livello, afferente alla facoltà di Giurisprudenza, che mira a rappresentare le dinamiche che caratterizzano il giudizio amministrativo.

Rivolto principalmente ai laureati in Giurisprudenza e Scienze Politiche, agli avvocati, ai magistrati, ai giuristi d’impresa e ai funzionari della Pubblica Amministrazione, il master intende analizzare le problematiche, sia teoriche che pratiche, inerenti al diritto processuale amministrativo.
Tra i focus del programma il Decreto Legislativo n. 4 del 2010 e la successiva modifica (Nuovo codice del processo amministrativo).

Nel dettaglio la struttura didattica del master prevede l’approfondimento dei seguenti argomenti:

  • La giustizia amministrativa nel panorama storico italiano: origini, principi costituzionali, le tipologie di giurisdizione e le azioni di cognizione del Giudice.
  • Il riparto di giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario: analisi della sentenza n. 204/2004 sulla giurisdizione esclusiva e sull’azione risarcitoria, i rapporti tra i giudici, le azioni nei confronti della PA.
  • La dinamica processuale del processo amministrativo: il rapporto, i principi, i presupposti, le competenze del giudice, le parti e il contraddittorio, l’istruttoria, il ricorso incidentale e per motivi aggiunti, le decisioni del giudice.
  • La tutela cautelare del giudice amministrativo: sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, le misure cautelari ante causam e atipiche, i poteri del giudice.
  • I riti speciali: il ricorso avverso il silenzio-inadempimento, il ricorso in materia di accesso ai documenti amministrativi, il ricorso in materia elettorale, il decreto ingiuntivo, i riti abbreviati.
  • Le impugnazioni: l’appello, la revocazione, l’opposizione di terzo, il ricorso per Cassazione, il giudizio di ottemperanza e l’esecuzione.
  • I ricorsi amministrativi: in opposizione, gerarchico proprio, gerarchico improprio, straordinario al Presidente della Repubblica.
  • Le problematiche della giustizia amministrativa: la disapplicazione del giudice, cosa giudicata, la discrezionalità.

Il master ha un costo annuo di 1.500,00 euro, da corrispondere in due rate.
E’ prevista una quota ridotta, pari a 1.000,00 euro per i dipendenti della PA, gli avvocati iscritti all’Albo, i giuristi d’impresa e i laureati in Giurisprudenza e Scienze Politiche presso l’Unicusano.

Per ulteriori dettagli sul master compila il form che trovi qui!

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