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Storia di Livorno: dalla nascita ad oggi

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Da piccolo villaggio di pescatori a ‘città ideale’: una frase che sintetizza perfettamente la storia di Livorno che, per quanto apparentemente meno articolata rispetto a quella delle altre province toscane, attraversa una serie di fasi particolari e affascinanti.

Una visita della città non può essere slegata da una conoscenza approfondita di quelle che sono state le tappe salienti che hanno portato Livorno a diventare una provincia meravigliosamente cosmopolita, ricca di testimonianze artistiche e storiche che esprimono la multietnicità del suo passato.

Con questa guida l’Università Telematica Niccolò Cusano intende condurti idealmente in un viaggio attraverso la storia di Livorno, a partire dalle origini fino ai giorni nostri.

Partiamo subito …

Origini

Le origini di Livorno sono piuttosto incerte; le diverse tesi oscillano tra miti e leggende.

La derivazione dell’antico nome ‘Livorna’ segue svariate ipotesi:

  • nome di persona romano di origine etrusca (Leburna, Liburnius, Leburnius)
  • nave da guerra, in latino = Liburna
  • popolo illirico dei Liburni

Reperti archeologici documentano l’insediamento umano già in epoca preistorica.
Tra i ritrovamenti più antichi, appartenenti all’area che attualmente identifica il territorio livornese, figurano manufatti neolitici, bronzi del III secolo a.C. e oggetti risalenti alle età del ferro e del bronzo.

Il dato certo è che Livorno nasce come piccolo villaggio di pescatori situato sulla costa del mar Ligure, in un’insenatura naturale, pochi chilometri più a sud della foce dell’Arno.

Altrettanto certo il legame con la vicina Repubblica di Pisa e il suo scalo marittimo.

Il Medioevo

A differenza delle altre città Toscane, nel pieno di uno sviluppo artistico, Livorno resta leggermente ai margini.

Il destino del piccolo villaggio cambia con l’insabbiamento del Porto Pisano, unico sbocco sul mare della Repubblica di Pisa.

Pisa è costretta  trovare un’alternativa per poter continuare i propri traffici marittimi.
La soluzione viene identificata nel piccolo attracco livornese che viene attrezzato per poter servire al meglio gli scambi commerciali.

All’inizio del 1300 viene edificato il Fanale (il faro) e alla fine dello stesso secolo vengono costruite le mura intorno al nucleo abitativo.

La nascita e lo sviluppo del nuovo porto non tarda a farsi notare; a mostrare i primi interessi sono i fiorentini e i genovesi.

Nel 1399 Pisa e Livorno finiscono sotto la dominazione dei Visconti i quali, per arginare le mire dei fiorentini sui propri possedimenti, chiedono la tutela da parte della Francia.

Ben presto però Pisa è costretta ad arrendersi a Firenze mentre Livorno resta alla Francia fino al 1407, anno in cui viene ceduta alla Repubblica di Genova.

Il fiorente scalo, dopo un passaggio tra genovesi e francesi, finisce nelle mani di Firenze che riesce ad accaparrarsi lo sbocco sul mare per 100.000 fiorini d’oro. Siamo nel 1421.

Il 1500 e la Famiglia dei Medici

Il 1500 segna per la città una vera e propria svolta, sia a livello commerciale che demografico.

Il periodo del risveglio è legato al nome dei Medici.
I Granduchi di Toscana si impegnano in un progetto di ampliamento e trasformazione che conduce Livorno a diventare uno dei principali porti del Mediterraneo.

A partire da Cosimo I vengono realizzate numerose opere urbanistiche il cui obiettivo è migliorare ulteriormente lo scalo.
Tra le costruzioni volute dalla famiglia fiorentina un doppio molo e il Canale navigabile ‘dei Navicelli’ tra Pisa e Livorno.
Ad architetti del calibro di Buontalenti, Pieroni e Giovanni de’ Medici viene assegnato l’incarico di progettare la pianta della ‘città ideale’.
Il progetto tende verso un’urbanistica accuratamente studiata, nell’ambito della quale si sviluppano quartieri strade e piazze, e che allo stesso tempo prevede un efficace sistema difensivo, fatto di mura di cinta, baluardi e fortezze; il tutto finalizzato a proteggere la città da eventuali incursioni da parte di Mori e Saraceni.

Il disegno iniziale viene modificato per dare maggiore spazio alla Fortezza Nuova; al centro del nucleo abitativo, sull’attuale Piazza Grande, viene eretto il Duomo.

Ai Medici si deve anche l’istituzione dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, la cui flotta stabilisce la base nel porto livornese.

A dare la svolta definitiva al destino della città è la proclamazione del porto franco, ad opera di Ferdinando I, figlio di Cosimo I.
Dal quel momento in poi si registra un vertiginoso sviluppo delle attività commerciali dal quale scaturisce un notevole aumento degli scambi.

Altro passaggio importante nella storia che riguarda la crescita di Livorno città è l’emanazione della ‘Costituzione Livornina’.
Le cosiddette ‘Leggi Livornine’ (1590 – 1603) si basano essenzialmente su una serie di privilegi, esenzioni e immunità per tutti i mercanti, di qualsiasi provenienza.
Tra i principi della costituzione anche la liberà di professione, sia religiosa che politica.
La città diventa inoltre liberamente accessibile anche a chi risulta colpevole di reato, a patto che quest’ultimo non rientri tra le tipologie riportate come ‘eccezioni’,  tra le quali ad esempio l’assassinio o la falsa moneta.

Le agevolazioni e le libertà concesse dalle Leggi Livornine offrono a tanti il motivo per trasferirsi nei dintorni del fiorente scalo commerciale.
Ben presto l’aumento della popolazione rende necessario un riassetto urbanistico.
L’ampliamento si concretizza attraverso la costruzione di un nuovo quartiere a nord della città, tra la Fortezza Nuova e la Vecchia. Nasce la ‘Venezia Nuova’ così chiamata per la presenza di un ingegnoso e complesso sistema di canali.

Livorno diventa il principale porto del Granducato di Toscana e il più attivo scalo di tutto il Mediterraneo; la presenza e il passaggio di mercanti provenienti da tutto il continente conferiscono alla città un evidente e interessante aspetto cosmopolita, tutt’oggi visibile negli edifici, religiosi e non.

Livorno città

1700 – 1800: i Lorena

Con Giovanni Gastone si chiude la dinastia dei Medici a Livorno.

L’anno 1737 segna l’insediamento dei Lorena, una famiglia che vanta legami stretti con gli Asburgo d’Austria.

Francesco II, marito della figlia del futuro imperatore d’Austria, Carlo VI, è il primo dei Lorena ad assumere il titolo di Granduca di Toscana.

Nonostante il cambio ‘governativo’ la città continua la sua espansione.
Gli abitanti superano le 30.000 unità per cui il nucleo abitativo, fino a quel momento compreso tra le mura cittadine, sconfina oltre il sistema difensivo e si allarga verso l’interno.

Ne consegue un nuovo impulso commerciale, una fiorente attività culturale e un generale sviluppo economico.

Nel 1765 Pietro Leopoldo succede a Francesco II, ricordato soprattutto per l’abolizione della pena di morte.
Incoronato Imperatore, nel 1790, affida il governo della Toscana a un Consiglio; Livorno viene affidata alla figura di Ferdinando III.

Seguono l’occupazione dei Francesi di Napoleone Bonaparte, quella degli spagnoli e infine quella degli inglesi.

Con il ritorno dei Lorena si assiste alla realizzazione di nuovi progetti urbanistici, nell’ambito dei quali rientrano la realizzazione dell’Acquedotto di Colognole e lo smantellamento delle fortificazioni medicee.

In seguito ai moti rivoluzionari il Granduca Leopoldo II è costretto ad abbandonare la città; Livorno si proclama Repubblica autonoma.

Nonostante la resistenza, gli austriaci riescono a restaurare il Granducato; Leopoldo II risale al trono, ma solo fino al 1859, anno che identifica la fine dell’epoca del Granducato di Toscana.

Nel 1860 un centinaio di abitanti di Livorno di uniscono alla spedizione del Mille; un mese più tardi circa ottocento cittadini raggiungono Garibaldi in Sicilia.

Dalla proclamazione dell’unità d’Italia la storia di Livorno coincide con quella del Regno d’Italia.

Il XX secolo

Gli inizi del XX secolo segnano lo sviluppo di un nuovo assetto urbanistico, nell’ambito del quale figurano la costruzione di stabilimenti balneari e termali, la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria e della funicolare per Montenero.

Con l’ascesa del fascismo e lo scoppio del secondo conflitto mondiale la struttura cittadina subisce ulteriori modifiche.
Nel 1943 un violento bombardamento distrugge buona parte degli edifici del centro.

L’attuale volto di Livorno, moderno e fortemente industrializzato, è il frutto di anni di ricostruzione. 

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