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Tecniche di memorizzazione e lettura veloce, ovvero come apprendere rapidamente

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Date, nomi, avvenimenti e definizioni rappresentano i nemici più acerrimi di uno studente; tecniche di memorizzazione e lettura veloce sono invece i suoi migliori alleati.

La preparazione di un esame, in ambito scolastico, o la presentazione di un nuovo prodotto o servizio, in ambito professionale, sono processi che presuppongono una ‘discreta’ quantità di informazioni da immagazzinare e quindi una grande concentrazione; le scadenze e il tempo che sembra non essere mai abbastanza sono causa di stress, ansie e preoccupazioni, elementi che minano seriamente la qualità dello studio e di conseguenza del risultato finale.

Sul web ci sono tantissime fonti da cui attingere e carpire i segreti delle tecniche di memoria; in edicola esistono tantissimi libri che approfondiscono l’argomento suggerendo trucchetti e stratagemmi per migliorare la memorizzazione di concetti e informazioni. Noi in questo post riassumeremo le principali e più conosciute tecniche di memoria e lettura veloce, con l’obiettivo di fornire ai nostri studenti qualche strumento utile per rendere più agevole, efficace e veloce l’apprendimento.

Tecniche di memorizzazione

Partiamo dalle mnemotecniche, o da quelle che più comunemente chiamiamo tecniche di memoria.

Sappiamo tutti, o quasi, che il nostro cervello tende a memorizzare più facilmente le immagini per cui una delle primissime tecniche per potenziare la capacità di memorizzazione è sfruttare la visualizzazione.
Chiamiamo in causa le potenzialità della memoria visiva quando ci ritroviamo di fronte a un concetto particolarmente ostico e complesso: associamo un’immagine a quell’informazione e ci accorgeremo di quanto è facile imprimerla in maniera indelebile nella nostra mente.
Per far sì che la tecnica funzioni è consigliabile che la rappresentazione mentale si avvicini il più possibile alla realtà, attraverso un’esperienza, seppur immaginaria, che coinvolga tutti i sensi. Se poi alla creatività riusciamo in qualche modo ad associare una carica emotiva tutto risulterà ancora più semplice.

Per memorizzare termini nuovi e nomi il  metodo più efficace è creare delle rime o delle assonanze fonetiche che riportino alla mente quella parola che proprio non vuole imprimersi nella memoria.

Il primo consiglio, che abbraccia e avvalora quanto finora detto è quindi: spazio alla fantasia!

Passiamo a un metodo introdotto dai greci e dai romani, antico quanto basta per essere considerato ‘comprovato’: il metodo dei loci (dal latino loci = luoghi).

La tecnica punta su una memoria che si basa sulle relazioni spaziali; più semplicemente si tratta di individuare un luogo a noi familiare, che può essere una casa, un itinerario, una strada, e di fissare in esso una serie di punti di riferimento chiari, identificabili nelle camere della nostra abitazione o nei negozi davanti ai quali passiamo ogni giorno.
Dopo aver stabilito il percorso associamo un concetto a ognuna delle tappe fissate in precedenza.
Ripercorrendo idealmente quei luoghi riusciremo a ricordare tutte le informazioni in un determinato ordine e senza troppa fatica.
Affinché il lavoro di associazione e memorizzazione risulti efficace è fondamentale che il luogo scelto contenga numerosi punti di riferimento, per poter associare ad ognuno di essi un concetto chiave.

Concludiamo il paragrafo con le famigerate mappe concettuali, efficaci strumenti per sintetizzare su carta i punti salienti di un argomento.
Si tratta più dettagliatamente di rappresentazioni grafiche basate sulla personale interpretazione di quanto letto e studiato, che consentono di avere una panoramica generale del contenuto.
Si parte solitamente da un titolo per arrivare a toccare, sempre attraverso concetti sintetizzati in pochi termini, i vari livelli di approfondimento.

Tecniche di lettura veloce

In un buon metodo di studio universitario non può mancare la lettura veloce che per quanto possa sembrare un processo semplice richiede impegno e tanta pratica.

Prima di testare qualsiasi metodo bisogna creare i presupposti indispensabili per agevolare il più possibile il processo di lettura.

Si parte da una buona illuminazione della postazione; è preferibile avere una fonte di luce naturale alle spalle; in alternativa anche una lampada alogena può andare bene.
Il testo, che sia cartaceo o digitale, dovrebbe invece essere posizionato in maniera tale da assumere un’inclinazione pari a 30 gradi.

La lettura rapida non può prescindere da un buon allenamento degli occhi; per prepararli e rilassarli esistono varie modalità che includono sbadigli, massaggi delicati e battiti regolari di palpebre.

Decisamente più tecniche le metodologie suggerite da Bernard Wechsler, autore di ‘Speed Reading’; scopriamole insieme:

  1. con la testa immobile fissare un punto ben preciso sulla parete di fronte a noi;
  2. con la mano destra tesa in direzione del nostro sguardo tracciare idealmente il simbolo dell’infinito, o un otto per intenderci meglio, per tre o quattro volte consecutive;
  3. con la mano sinistra ripetere la stessa operazione affinché anche l’altro lato del cervello venga attivato;
  4. tracciare lo stesso simbolo soltanto con gli occhi, senza questa volta ricorrere all’ausilio del dito come indicatore;
  5. ripetere la stessa operazione con lo sguardo, invertendo la direzione.

Terminato l’allenamento possiamo iniziare a familiarizzare con le tecniche di lettura veloce.

lettura veloce

Uno degli strumenti più utili per allenarsi a leggere velocemente, soprattutto nella fase di approccio alla nuova metodologia è il puntatore.
Non è difficile e non bisogna comprare nessun ‘attrezzo’ particolare; basta una penna, una matita o anche più banalmente il dito.
Bisogna tornare un po’ indietro nel tempo, a quando da bambini per imparare a leggere utilizzavamo il nostro ‘ditino’ per tenere il segno e per non lasciarci sfuggire nessuna parola.
Ora che siamo piuttosto grandicelli utilizzare il dito come puntatore può farci sembrare impacciati e anche un po’ ridicoli, ma in realtà è soltanto un espediente per ottimizzare i tempi e migliorare il nostro apprendimento.
L’obiettivo del puntatore non è più quello di non farci perdere il segno o di farci pronunciare perfettamente ogni singolo termine; il suo fine è quello di scandire il ritmo della nostra lettura costringendo gli occhi a seguirlo.
Man mano che aumentiamo la velocità del dito o della matita il nostro sguardo dovrà adattarsi per non restare indietro, e man mano si abituerà a muoversi con una velocità sempre maggiore.
Scientificamente il metodo si basa sui punti di fissità ovvero su quei riferimenti che consentono agli occhi di effettuare movimenti fluidi; non a caso quando questi riferimenti mancano il nostro sguardo procede a scatti e di conseguenza molto più lentamente.

Non meravigliatevi se all’inizio vi sembrerà di non aver compreso nulla, è solo questione di abitudine.

Un altro step essenziale previsto dalle tecniche di lettura veloce è quello che fa riferimento alla cosiddetta ‘lettura intuitiva’.
Siamo stati abituati, fin da piccoli, a leggere parola per parola, con un dispendio di tempo poco produttivo, soprattutto se consideriamo che soltanto il 30% di un contenuto è davvero utile ai fini della comprensione del significato.
Cerchiamo quindi di focalizzarci sui termini chiave e di tralasciare quel 70% di parole superflue.

Un ultimo consiglio importante relativo alla lettura veloce è quello di verificare la reale efficacia del metodo, attraverso il numero di parole lette al minuto (PAM) e la quantità di informazioni assimilate (CR – Coefficiente di Ritenzione).

Tra realtà e falsi miti qualche altro piccolo accorgimento utile

Al di là di tecniche di memorizzazione e lettura veloce, al di là di tutte quelle metodologie scientifiche, per apprendere e assimilare rapidamente pagine e pagine di concetti esistono tanti piccoli accorgimenti che contribuiscono a rendere meno stressante e più agevole l’attività di uno studente.

  • Location: è fondamentale che l’ambiente nel quale abbiamo deciso di studiare risulti ordinato e tranquillo ed è altrettanto importante mantenere lontano le distrazioni provenienti da smartphone, tablet e quant’altro; le notifiche di Facebook, i messaggi su WhatsApp e le telefonate degli amici che hanno voglia di chiacchierare e ingannare il tempo sono elementi di disturbo che oltre a interrompere il nostro lavoro ci deconcentrano e ci fanno perdere il filo del discorso. Proviamo a lasciare i nostri amati dispositivi mobile per qualche ora in un’altra stanza, anche se è difficile!
  • Alimentazione: una dieta equilibrata e sana gioca il suo importante ruolo nelle sessioni di studio. Per mantenere alta la concentrazione è fondamentale evitare bibite gassate, cibi super calorici e pasti abbondanti. Gli studiosi sono concordi nell’affermare che un consumo abituale (quotidiano) di Omega 3 agisce positivamente sulle capacità di apprendimento; facciamo il pieno di salmone, tonno, cavoletti di Bruxelles e noci!
  • Pause e pennichelle post-pranzo: lunghe ed estenuanti sessioni di studio forniscono l’illusione di aver assimilato chissà quante informazioni, ma nella maggior parte dei casi si rivelano controproducenti e qualitativamente mediocri. Ancora una volta sono gli studi a smentire le false credenze popolari e a rivelare che il cosiddetto riposino pomeridiano predispone la mente a fissare un maggior numero di concetti.
  • Cruciverba e company: è vero che magari non abbiamo così tanto tempo da dedicare a parole crociate e sudoku, ma è comprovata la loro efficacia nel migliorare la memoria.
  • Curva dell’oblio: per contrastare quel fenomeno naturale, che tende a farci dimenticare nel giro di poche ore una buona parte di ciò che abbiamo memorizzato durante una lezione o una sessione di studio, gli scienziati consigliano di ripassare l’argomento in oggetto entro le 24 ore, così da evitare di dimenticare fino all’80% di quello che abbiamo imparato.

Inizia subito a testare le tecniche di memorizzazione e lettura veloce e inviaci i tuoi feedback in merito.

 

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